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		<title>Meteo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 20:42:07 +0000</pubDate>
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		<title>I LITFIBA A CAMPOFELICE DI ROCCELLA</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 22:34:53 +0000</pubDate>
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A Campofelice di Roccella  il 13 Agosto l’unica tappa estiva in Sicilia del ritrovato gruppo dei Litfiba. 
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<p>A Campofelice di Roccella  il 13 Agosto l’unica tappa estiva in Sicilia del ritrovato gruppo dei Litfiba. </p>
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		<title>Oggi al Cinema by ComingSoon.it</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 20:38:30 +0000</pubDate>
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<div style="width:460px; background-color:#006699; text-align:right;"><a href="http://www.comingsoon.it" target="_blank" style="color:#FFFFFF; text-decoration:none; font:small, Verdana;">by ComingSoon.it</a> </div>
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		<title>Campofelice di Roccella (Palermo)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 21:05:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinat.it/wp-content/uploads/2010/02/Campofelice_di_Roccella_PA_Ph_P_Portera.jpg"><img src="http://www.pinat.it/wp-content/uploads/2010/02/Campofelice_di_Roccella_PA_Ph_P_Portera.jpg" alt="" title="Campofelice_di_Roccella_PA_Ph_P_Portera" width="420" height="134" class="alignleft size-full wp-image-13" /></a>Campofelice di Roccella (Campufelici  in siciliano) è un comune di 5.735 abitanti della provincia di Palermo.Nel 1699 il casale di “Roccella” venne fondato con apposita licentia populandi dal principe palermitano don Gaspare La Grutta Guccio, su una collina dei propri possedimenti pertinenti l’antico “castello della Roccella” situato sul mare. Il principe, che aveva da poco ottenuto il feudo, fece costruire cento case, quattordici botteghe, una fonte e una chiesa dedicata a santa Rosalia. Dopo poco il casale venne venduto alla famiglia Marziani, della quale restò in possesso per il secolo successivo. Per la sua vicinanza al mare, e la spiaggia davvero molto lunga, ogni estate sviluppa un accentramento demografico che sfiora quasi i 40.000 abitanti.<span id="more-12"></span> L’attività prevalente è senza dubbio il turismo ma vanta una forte percentuale d’impiego il settore primario dell’agricoltura.<br />
GLI ARABI ALLA ROCCELLA Il territorio di Roccella è compreso nell’arco costiero controllato nel periodo antico, dalla vicina colonia greca di Himera, la cui area di influenza, sotto il profilo politico-commerciale, è delimitata ad Ovest dall’abitato di Termini Imerese e ad Est dal promontorio di Cefalù.<br />
I primi chiari riferimenti al territorio di Roccella ed al suo castello sembrano comparire nelle cronache musulmane. Il 14 giugno 827 l’armata araba, guidata da Ased-Benforat o Asad Ibn al-Furat sbarca a Mazara, risale la vallata del Belice e fronteggia l’esercito bizantino. La conquista dell’isola inizia con l’occupazione delle città costiere e si conclude nel 965 con la caduta di Rometta, ultima roccaforte dei Bizantini. Le cronache musulmane segnalano l’attacco a un castello indicato col toponimo Qasr al Gadid, o con la variante Qasr al-Hadid, cioè il “Castello di Ferro”. Henri Bresc, identifica il Qasr con il castello di Roccella poco distante dalla città di Cefalù che gli arabi conquistano nello stesso anno.<br />
I NORMANNI ALLA ROCCELLA La frequentazione normanna del territorio siciliano si protrae per circa un secolo. Allontanate le dinastie arabe dall’isola, la famiglia reale degli Altavilla suddivide il territorio siciliano in tante piccole signorie allo scopo di evitare il formarsi di un potente e pericoloso sistema feudale. Il territorio di Roccella assieme a quello di Collesano, viene occupato nel 1063 e annesso alla baronia di Geraci, sotto il controllo della contessa Adelasia Adernò, nipote di Ruggero II. Sul popolamento del territorio di Roccella i documenti dei primi anni del XII secolo testimoniano l’esistenza di vigne, un mulino, due chiese(quella di S.Cosma e di S.Giovanni), un castello e un casale con 11 villani. Una descrizione dettagliata del sito è presente nell’opera letteraria del geografo di corte Al-Idrisi. Nel testo si afferma che “a dodici miglia dalla detta fortezza (Brucato) è Sahrat Hadid (“la rupe di ferro”).<br />
GLI SVEVI ALLA ROCCELLA Nel 1202 il territorio di Roccella, parte della contea di Collesano, è donata dall’imperatore di Germania Enrico VI di Hohenstaufen a Paolo Cicala originario del sud, suo uomo di fiducia (lo aveva appoggiato nella successione al trono). Egli nel 1205 lo dona al fratello Giovanni Vescovo di Cefalù e quindi alla Diocesi. I confini amministrativi del territorio della Roccella sono lì indicati dai fimi Siniscalco (l’attuale Imera Settentrionale), Gratteri (torrente Piletto) e dall’antica strada regia che portava a Palermo. Nel 1216 si ha notizia di una seconda donazione a favore del Monastero di S.Maria di Montevergini. Una vicenda intricata e intrigante di processi e carte false. Dopo la morte di Federico II “Stupor Mundi” (1250) entrano nella storia della Roccella i Ventimiglia, venuti dalla Liguria, che stringono rapporti con la famiglia imperiale. Enrico Ventimiglia figlio di Giovanni sposa Isabella IX, discendente normanna, e si insedia nella contea di geraci per poi espandersi alla Roccella, alle Petralia, Ganci, Gratteri ed Isnello.<br />
ANGIOINI ED ARAGONESI ALLA ROCCELLA Dopo la sconfitta di Manfredi da parte di Carlo I d’Angiò (1266), la famiglia imperiale francese impone il proprio potere ai baroni della casata sveva, compreso Enrico Ventimiglia barone di Roccella che nel 1929 viene spogliato delle sue terre e costretto a riparare da Pietro D’Aragona (sposo di Costanza figlia di Manfredi), il quale nel 1282 sbarca in Sicilia e ne riprende possesso, in particolare è con Francesco I, figlio di Alduino e nipote di Enrico, che il potere dei Ventimiglia si accresce notevolmente a danno di altri aristocratici e delle comunità ecclesiali. La contea viene però confiscata dal potere regio e Alduino si rifugia alla corte dei nemici Angioini a Napoli, ottenendo una spedizione militare che, alla guida del conte D’Artois, sbarca alla Roccella l’11 maggio 1338, si rifornisce di vettovaglie e prosegue per Gratteri e Collesano, la missione però fallisce. Il potere dei regnanti catalano-aragonesi continuerà a condizionare la vita e la storia della Roccella e delle Madonie, ma i veri protagonisti saranno i Ventimiglia e le loro vicende umane e di potere<br />
LE CONTEE DI GERACI E DI COLLESANO FRA XIV E XV SECOLOLe Madonie furono dominate per tutto il ‘300 ed oltre dai Ventimiglia, che mal sopportarono interferenze al loro dominio. La loro influenza si estendeva in un vastissimo territorio che andava dalla valle dell’Himera, ai primi contrafforti dei Peloritani, dalla costa di Termini e Cefalù alle colline granarie delle basse Madonie. I segni di questo dominio sono tangibili in tutto il territorio, con i resti dei castelli di Castelbuono, Collesano, Geraci, ecc…. Di questa rete la Roccella era punto forte e qualificante, non per le dimensioni, ma per il ruolo strategico che la sua posizione le dava, quella che oggi chiamiamo la Porta delle Madonie. Attorno al 1350 Francesco II, conte di Geraci e Collesano, procedette alla costruzione o meglio ricostruzione della torre, così come si presenta nell’attuale aspetto, nonostante la proprietà fosse della diocesi di Cefalù. Nel 1371 operava alla Roccella un porto caricatore granario, utilizzato per esportare direttamente le merci senza pagare dazi regi dovuti nel porti di Cefalù e termini. Nel 1385 i Ventimiglia ottengono il titolo legale di proprietà dal vescovo di Cefalù, ed il loro potere si estende alle contee di Geraci (Castelbuono, Pollina, Tusa, S. Mauro, Castelluzzo, Gangi), alla contea di Collesano (Roccella, Gratteri, Petralia Superiore e Inferiore, Bilici, Casalgiordano e Caronia).Con la morte del conte Francesco II, che aveva unificato le contee di Geraci e Collesano, acquistato il castello di Roccella e Isnello, ed esteso il suo controllo sul demanio regio di Polizzi, termini e Cefalù: la contea di Geraci va ad Enrico, quella di Collesano con i nuovi acquisti andarono al più intraprendente Antonio. La politica dei re catalani verso i feudatari era quella di inserire i propri esponenti per indebolire e controllare il potere dei signorotti locali come i Ventimiglia. Antonio si ribella apertamente, insieme a Guglielmo R. Moncada, ma perde la contea di Isnello che viene donata ad Arnau Santacolonna. Antonio aveva sposato in prime nozze Margherita Peralta, da cui aveva avuto due figli: Francesco e Giovanni. Alla morte di margherita sposò Elvira Moncada, sorella del suo amico Guglielmo, da Elvira ebbe due figli, Enrico e Costanza, prima di essere arrestato, nominò suo erede il figlio Enrico, nato dalle seconde nozze con Elvira Moncada, e la stessa Elvira amministratrice universale. Il primogenito Francesco nato dal primo matrimonio con Margherita Peralta, venne diseredato e gli fu proibito dalla Moncada di entrare nelle proprietà paterne. Elvira, in accordo con la corte spagnola, assicura l’eredità della contea di Collesano alla figlia Costanza sposandola con il potente cavaliere valenzano Gilabert Centelles, e lasciando a Francesco solo Caronia. Francesco e il fratello Giovanni si ribellarono e occuparono Petralia e Collesano. Francesco fu catturato dai soldati al servizio di Elvira Moncada e della figlia Costanza, che lo imprigionarono nella fossa della Roccella dove fu sottoposto ad un durissimo regime carcerario; riportarono le cronache che la contessa lo faceva letteralmente morire di fame. Ma Francesco, aiutato da una parte della guarnigione regia che presidiava il castello, riesce a capovolgere a suo favore la situazione e imprigiona a sua volta le due donne. Come si addice ai cavalieri di allora, le tenne per così dire, agli arresti domiciliari, infatti Elvira e Costanza, madre e figlia, furono trattenute nelle loro camere nel Castello della Roccella, che per i viceré spagnoli: “è tale e posto in tale luogo che se eventualmente fosse sottratto dalle mani del re sarebbe sufficiente a portare gravissimo danno all’intero regno”.Nel 1418 i viceré spagnoli, Lerida Domenec Ram e Antoni Cardona, decisero di usare la forza contro il conte Francesco Ventimiglia che si ribellava al potere regio e alla fine di quell’estate la Roccella venne circondata da soldati mercenari al soldo degli spagnoli, in modo che nessuno potesse entrare o uscire. Considerato che con i mezzi tradizionali la Roccella poteva resistere a lungo, i viceré, dopo lunghe trattative sui costi col tesoriere reale, fecero fondere a Termini ben quattro bombarde per l’assalto finale, una di queste era di dimensioni enormi per l’epoca, era infatti in grado di sparare proiettili di ben 480 kg. Questa batteria di cannoni venne trasportata via mare fino alla spiaggia. Fu prima conquistato il valium che circondava il castello, fu schierata la batteria di bombarde e dopo pochi copi il presidio si dovette arrendere. Il castello nel 1434 andò a Pietro d’Aragona (fratello di re Alfonso V) ed alla sua morte ritornò ai Ventimiglia con Giovanni conte di Geraci, poi tornò al demanio regio, tra il 1485 e il 1507 venne concesso al viceré Gaspere de Spes. Nel 1507 la Roccella venne comprata da Antonio Alliata e la famiglia ne rimase proprietaria fino al Settembre del 1666 anno in cui Donna Girolama Corbera Renda acquista il Castello ad un’asta per procedura di sequestro. Certamente nel 1694 viene acquistata da Suor Maria Rizzo, terziaria dell’Ordine di S.Francesco. Nel marzo del 1699 viene acquistato dal principe Don Gaspare La Grutta il Castello, il feudo e tutti i territori annessi alla baronia, come noto, lo stesso ottiene dal re, il successivo 18 dicembre 1699, la Licentia Populandi.Furono costruite, una chiesa, cento case e quattordici botteghe, nel sito in cui è l’attuale pese di Campofelice di Roccella, allora chiamato Casale di Roccella. Qualche anno dopo fu venduto al principe di Furnari Antonio Marziano, i cui eredi ne restarono proprietari fino al 1883, quando Emanuela, ultima dei Furnari, la divise tra Pietro Notarbartolo duca di Villarosa e Costanza Notarbartolo baronessa di San Giuliano, e Emanuela Notarbartolo principessa di Monforte. Fino ad allora il castello e il Borgo furono tenuti in una certa efficienza. Nei decenni successivi fu sostanzialmente abbandonato a se stesso, tranne i mulini, di cui almeno uno restò in attività fino ai primi ani del ‘900. Il risveglio dell’interesse sul Castello e sul Borgo è cronaca di questi ultimi anni.Nell’anno di grazia 2008 LA PORTA DELLE MADONIE riapre i suoi antichi battenti, Campofelice ha preso possesso del suo Castello e di parte del Borgo, ma soprattutto ha preso coscienza della nobiltà della propria storia, e quindi, potrà ripartire da dove è venuta per costruire un futuro migliore per se e per le popolazioni che da millenni vivono e operano attorno alla TORRE CASTELLO di ROCCELLA. IL 29 GENNAIO 2008 QUESTO SITO E’ DIVENUTO PROPRIETA’ DEL COMUNE DI CAMPOFELICE DI ROCCELLA<br />
Tratto da “da millecinquecento anni PORTA DELLE MADONIE – TORRE CASTELLO di ROCCELLA”dell’Ing. Michele Trimarchi – agosto 2008</p>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 20:46:08 +0000</pubDate>
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		<title>Vietato Fumare</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 21:56:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinat.it/wp-content/uploads/2010/01/image3.jpg"><img src="http://www.pinat.it/wp-content/uploads/2010/01/image3-225x300.jpg" alt="" title="image3" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-5" /></a>Spesso ti sarà capitato di sentirti dire dai tuoi familiari, dagli amici o dai colleghi:<br />
&#8220;<strong>Ma perché continui a fumare, con tutto quello che si sa sulle malattie causate  dalle sigarette?</strong>&#8220;<br />
È possibile che queste persone siano molto insistenti su questo argomento fino quasi a &#8220;ossessionarti&#8221;, con l&#8217;unico risultato di aumentare ulteriormente l&#8217;insofferenza che probabilmente già provi per questi argomenti.<br />
Di questi tempi poi fumare liberamente è sempre più difficile, in molti luoghi è proibito e a volte ti sarà capitato di essere guardato quasi come un &#8220;assassino&#8221; al solo accenno di accenderti una sigaretta.<span id="more-1"></span><br />
Le persone che nella tua vita desiderano che tu smetta, non lo fanno perché sono contro di te, ma perché si preoccupano per te.<br />
l fumo di sigaretta contiene più di 4000 sostanze chimiche.<br />
Almeno 40 di queste sono altamente tossiche e causano il cancro.<br />
La sigaretta è da considerarsi come un piccolo tubo di scappamento di un automobile,  in quanto è in grado di emettere le stesse sostanze, come ad esempio l&#8217;ossido di carbonio ed il benzopirene.<br />
Il fumo di sigaretta è 100 volte più letale dell&#8217;inquinamento atmosferico ed insieme le due cose sono particolarmente dannose. Per renderti conto di cosa respiri ad ogni &#8220;tiro&#8221;, prova a espirare il fumo attraverso un fazzoletto bianco.<br />
Altre sostanze o metalli presenti nel fumo di sigaretta sono l&#8217;acetone, l&#8217;arsenico, l&#8217;ammoniaca, il naftalene, i pesticidi, il piombo, tutte sostanze notoriamente tossiche.<br />
Avrai sentito parlare tante volte del fumo cosiddetto &#8220;passivo&#8221;, cioè inalato dalle persone che ti stanno vicine mentre fumi. Ma forse non sai quanto in realtà sia dannoso.<br />
Chi respira il fumo della tua sigaretta non solo è come se fumasse, ma forse peggio, perché oltre a dover respirare le sostanze di combustione della nicotina, inala anche quelle originate dalla cartina della sigaretta, che chi fuma in parte evita grazie al filtro.<br />
I bambini meritano una particolare attenzione, in quanto se esposti al fumo passivo sono molto più a rischio nell&#8217;andare incontro a problemi respiratori dovuti a polmoniti, bronchiti, allergie, asma, ad essere iperattivi, ad avere problemi di concentrazione con conseguenti problemi scolastici.<br />
Quindi se la tua scelta è di continuare a fumare, evita di farlo in presenza di bambini o adulti che non fumano.Nell&#8217;uomo il fumo può portare ad avere una riduzione della fecondità e ad avere disfunzioni erettili fino ad arrivare all&#8217;impotenza.<br />
I danni del fumo sulla sessualità insorgono nel tempo, se un uomo fuma pesantemente durante l&#8217;adolescenza e i suoi vent&#8217;anni, potrebbe sviluppare problemi di disfunzionalità erettile intorno ai 30 o 40 anni.<br />
Uno degli elementi negativi più evidenti del fumare è l&#8217;effetto sulla pelle: la cute di chi fuma non è nutrita al meglio e lo si vede da un colorito più spento, grigiastro. Le rughe compaiono più velocemente. I denti, le dita si colorano di giallo ed anche i capelli perdono vitalità e lucentezza.<br />
L&#8217;abitudine al fumo può aumentare i problemi mestruali, ridurre la fertilità, diminuendo il numero di ovociti in grado di essere fecondati, far insorgere precocemente la menopausa.<br />
Particolare attenzione va fatta durante la gravidanza, perché il fumo può causare la perdita del feto, la nascita prematura, un basso peso neonatale, un travaglio ed un parto più difficoltosi.<br />
Ti sei mai chiesto veramente le motivazioni che ti portano a fumare?<br />
Ti suggeriamo alcune risposte, leggile e pensa quale può essere la tua.<br />
<strong>&#8220;Fumare mi rilassa&#8221;</strong><br />
Fumare asseconda la tua necessità fìsica di assumere nicotina, spezza un momento di tensione, ad esempio sul lavoro, ti sembra ti aiuti a calmarti. Al contrario, fumando, il livello di stress del tuo corpo aumenta.<br />
<strong>&#8220;Mi piace il gusto della sigaretta &#8220;</strong><br />
In realtà il gusto della sigaretta che pensi ti piaccia è legato fondamentalmente alla necessità di assumere nicotina.<br />
<strong>&#8220;Fumare mi rimette di buon umore&#8221;</strong><br />
La nicotina migliora il tono dell&#8217;umore, ma solo in modo temporaneo, in quanto il tuo fisico si adatta a questo &#8220;buon umore fìttizio&#8221; ed ha bisogno di una nuova sigaretta per riottenere questo stato.<br />
<strong>&#8220;È l&#8217;unica cattiva abitudine che ho&#8221;</strong><br />
Possiamo definire con certezza che è davvero una cattiva abitudine, che però può avere un prezzo un pò troppo caro da pagare.<br />
Il fumo è una delle più forti dipendenze che si possano sviluppare da una sostanza, la nicotina:<br />
pensiamo solo al fatto che in Italia ci sono 16 milioni di fumatori e nel mondo 1.100 milioni!!<br />
La dipendenza da nicotina è il meccanismo alla base dell&#8217;abitudine al fumo: si sviluppa infatti nel giro di pochi giorni e non è molto diversa dalla dipendenza che s&#8217;instaura con droghe più pesanti.<br />
Ormai è stato ampiamente dimostrato che la nicotina induce dipendenza tramite la stimolazione di specifiche zone del cervello.<br />
Quando si fuma una sigaretta ad ogni &#8220;tiro&#8221; la nicotina raggiunge il cervello in 7 secondi e da alcune sensazioni positive, ma nello stesso tempo causa dipendenza, innescando un meccanismo per cui il fisico ne richiede una sempre maggiore quantità, meccanismo che è la molla che ti spinge a cercare un&#8217;altra sigaretta.<br />
Quindi in realtà non accendi un&#8217;altra sigaretta per piacere o perché hai scelto di farlo, ma perché devi ripristinare i livelli di nicotina che si sono abbassati tra una sigaretta e l&#8217;altra, altrimenti il tuo fisico andrebbe incontro ad una situazione di disagio, la stessa che provi quando per qualsiasi motivo non puoi fumare.<br />
Fumare inoltre è un gesto ripetitivo ed abituale, associato a situazioni, sensazioni, pensieri, momenti della giornata da cui è difficile distaccarsi e liberarsi.</p>
<p>Smettere di fumare: forse non ci hai mai pensato, oppure ci hai provato ma non ci sei riuscito o forse hai visto parenti o amici provare, alcuni magari ce l&#8217;hanno fatta altri no.<br />
Smettere di fumare non è facile, anzi è difficile, ma non impossibile! Soprattutto se si affronta nel modo giusto, cercando di capire che, chi cerca di smettere di fumare, non si sta liberando solo da un vizio, ma da una vera malattia.<br />
Molti cedono dopo due giorni, proprio perché i sintomi dell&#8217;astinenza iniziano poche ore dopo l&#8217;ultima sigaretta e crescono raggiungendo un picco dopo 24-48 ore.<br />
Il fumo va quindi &#8220;trattato&#8221; in modo corretto. E come per altre patologie, come l&#8217;ipertensione, l&#8217;ipercolesterolemia va affrontato, come problema in sé e per prevenire malattie ad esso correlate, da un esperto: il proprio medico.<br />
Partendo dalla motivazione di smettere, comunque indispensabile, l&#8217;aiuto del proprio medico sarà mirato a trovare, con metodi e mezzi precisi delle soluzioni personalizzate, che rendano smettere di fumare non un semplice tentativo dei tanti fatto in solitudine, ma un cambiamento di vita ottenuto con l&#8217;appoggio e la comprensione necessari.</p>
<p>Anche se non hai nessuna intenzione di smettere di fumare, ci sono alcuni falsi concetti che possono alterare la tua visione del fumo e che è meglio avere chiari per arrivare ad una scelta consapevole.<br />
&#8220;Io fumo sigarette leggere, quindi non mi fanno male.&#8221;<br />
Le sigarette &#8220;light&#8221; si differenziano dalle altre solo per il ridotto contenuto di nicotina, ma sono identiche per tutto il resto. Per cui, chi fuma questo tipo di sigarette, inala le stesse sostanze nocive di chi fuma sigarette &#8220;regolari&#8221;. Inoltre, portano addirittura ad aumentare il numero di sigarette fumate quotidianamente per mantenere i livelli di nicotina richiesti dall&#8217;organismo, in quanto ne contengono in minore quantità.<br />
&#8220;Se smetto di fumare, ingrasso&#8221;<br />
È vero, alcune persone smettendo di fumare ingrassano, ma non tutte. L&#8217;aumento di peso strettamente legato alla cessazione del fumo è quantificabile in 3/4 chili, un aumento maggiore è legato al tentativo di sostituire sigaretta con il cibo, che è evitabile o contenibile seguendo piccoli semplici accorgimenti suggeriti dal proprio medico.<br />
&#8220;Ogni anno faccio una radiografia al polmone, quindi sono sotto controllo&#8221;<br />
La radiografia al polmone non è un mezzo certo per una diagnosi precoce dei tumori polmonari, che inoltre hanno spesso una prognosi infausta anche quando diagnosticati precocemente.<br />
Il 90% di questi tumori è dovuto al fumo, e può colpire anche non fumatori esposti al fumo passivo,quindi l&#8217;unico mezzo efficace per prevenirli è non fumare.<br />
&#8220;Fumare è una mia scelta: sono libero di smettere quando voglio&#8221;<br />
Molti fumatori sono convinti di questo, ma come abbiamo detto precedentemente, il fumo non è un semplice vizio, è una dipendenza fisica e psicologica, in quanto la nicotina da dipendenza. Quando fumi una sigaretta ti liberi temporaneamente dal desiderio di fumare che hai quando non fumi: il tuo corpo ti obbliga a farlo! Se questa è libertà!?<br />
&#8220;Fumo da vent&#8217;anni, ormai il danno è fatto&#8221;<br />
Non è vero! In ogni momento tu decida di smettere di fumare guadagni in salute nell&#8217;immediato e nel futuro, perché i vantaggi sono consistenti anche solo dopo un anno dalla cessazione del fumo.</p>
<p>Buttare le sigarette per sempre può essere un&#8217;idea che forse spaventa un pò, oppure un&#8217;eventualità a cui hai pensato solo lontanamente: ma può fare davvero la differenza!<br />
Non ci credi?<br />
• dopo 2 giorni senza fumo: migliorano il gusto e l&#8217;olfatto (avresti mai pensato che &#8220;la fettina&#8221; potesse essere tanto saporita)<br />
•dopo 4 settimane migliora la circolazione sanguigna e i polmoni funzionano meglio<br />
• dopo 3 mesi la tosse spesso presente nei fumatori tende a scomparire; la mancanza di respiro e la fatica anche per piccoli sforzi scompariranno;<br />
avrete molta più energia (fare le scale e non ansimare per un quarto d&#8217;ora: può essere realtà!)<br />
• dopo 1 anno si dimezza il rischio di infarto e patologie tumorali, rispetto ad un fumatore<br />
•dopo 10 anni il rischio di infarto e patologie tumorali è uguale a chi non ha mai fumato<br />
Insieme a questi considerevoli vantaggi per la salute, vi sono tante piccole soddisfazioni e cambiamenti che fanno della vita di un ex-fumatore davvero una nuova vita:<br />
- non più odore di fumo sugli abiti, sui capelli, niente alito cattivo<br />
- non più denti e dita gialli<br />
- maggiore rilassatezza ed energia<br />
- una accresciuta considerazione da chi desiderava tu smettessi di fumare<br />
- un notevole risparmio economico.<br />
           Conclusioni<br />
Ti ho esposto alcune nozioni e considerazioni;<br />
 speriamo siano state interessanti e ti siano utili soprattutto a farti riflettere per rispondere, con un nuovo modo di pensare, a due domande:<br />
      Perché fumo? Perché non provo a smettere?<br />
Smettere di fumare è uno dei migliori regali che puoi fare a te stesso e a chi ti ama.</p>
<p>Se lo vorrai, questo sarà possibile.</p>
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